C’erano una volta due bambini, due fratellini: Ciancia e Lello. Lo sapete che cosa facevano questi due furbacchioni ogni sera? Non volevano mai andare a dormire.

Perdevano tempo, giocherellavano, si trastullavano e al momento di andare a letto, inventavano sempre qualcosa con la scusa che adesso la scuola era online e quindi Che bisogno c’era di andare a dormire subito dopo cena?

E così vai alla grande, una scusa dopo l’altra: una volta il mal di pancino, un’altra volta faceva troppo freddo, un’altra volta volevano sentire raccontare una storia. Insomma: ogni sera ce n’era una e non c’era mai verso di passare una serata tranquilla. Il risultato di questo comportamento era che tutte le mattine Ciancia e Lello andavano alla scrivania semi addormentati. Ma mica per finta. No, no. Per davvero: Ciancia, soprattutto, si appisolava sul pc mentre la maestra faceva lezione. Lello spesso e volentieri russava come se fosse a letto e disturbava la compagna di banco collegata che non riusciva a sentire le parole della maestra. Insomma: un macello.

Tutti a letto alle nove - Chiara Lico

Un bel giorno, proprio durante una lezione, Ciancia – che era stata chiamata alla lavagna virtuale – si era addormentata in piedi con il mouse in mano.
“Non posso credere ai miei occhi”, disse la maestra guardando la bambina dalla sua videocamera.
Tutta la classe scoppiò a ridere, era troppo buffo vedere Ciancia addormentata sulla scrivania di casa senza nessun fastidio e senza nessun problema.
Le maestre, all’inizio pensavano che i due bambini stessero poco bene, poi capirono che la motivazione di tutto questo sonno era un’altra e mandarono una mail alla mamma e al papà chiedendo loro un incontro su Skype.

E così i due genitori si collegarono insieme, una cuffia per uno: dall’altra parte del pc c’era Miss Guendalina e direttamente da casa sua, la maestra Dorotea. Insomma, un signor collegamento. Le insegnanti spiegarono il problema e la mamma e il papà si guardarono stupiti.
“Ma a che ora vanno a letto i bambini, la sera?”
“Beh, certe volte alle nove e trenta, altre alle dieci, altre ancora alle…”
“Che cosa?!”, urlò Miss Guendalina interrompendo il papà.
“Non ci posso credere!”, aggiunse la maestra Dorotea che tra l’altro friggeva perché la connessione non era un granché.
“Ma che siamo impazziti? I bambini devono andare a letto alle otto”. Miss Guendalina era furibonda.
Nascosti sotto al letto i due mocciosi ascoltavano in silenzio.

Quando chiusero il collegamento, mamma e papà alzarono la coperta del letto e trovarono i quattro occhi dei loro due bambini sgranati.
“Questa sera giochiamo a Forza Quattro?” propose Ciancia a mezza bocca…
“Un po’ di tv?”, rilanciò Lello
“Un castello di bambole?”, disse tutta allegra Ciancia
“E dopo ancora un puzzle…” “E poi un disegno…”, “E poi una favola…”
Insomma, a sentir loro sembrava che si potesse andare a letto a mezzanotte…
“E no, cari bambini, da questa sera si cambia….”
“Che cosa vuol dire?!”, chiesero in coro i due bambini.

“Vuol dire che si sceglie solo un gioco e poi si va a letto…Tutti a letto alle nove”, dissero la mamma e il papà.
Ciancia e Lello allungarono i loro visi fino a terra. Andare a letto alle nove era impensabile per loro, come si faceva ad andare a letto alle nove?
E infatti, come ogni sera cominciarono a perdere tempo: “No, i denti no”, “Questo non mi va”, “Il mio pigiama mi sta grande”….Tutte scuse che non stavano né in cielo né in terra. Inutili perdite di tempo.
Quando finalmente andarono a letto erano da poco passate le nove.
Dopo pochi minuti dormivano e la mattina dopo quando si svegliarono già avevano un altro aspetto: più belli, più riposati.

Le maestre notarono il cambiamento e quando i bambini spiegarono che erano andati a letto alle nove, le maestre si guardarono sorridendo. “Bravi, bambini. Ancora un po’ di sforzo e sarete davvero in forma…”
C’è da dire che Ciancia si era resa conto di avere meno sonno alla scrivania, e anche Lello: non sbadigliava più davanti al pc…
La sera, dopo cena, la mamma e il papà dissero: “E’ ora di andare a fare la ninna, bimbi”. I due fratellini si guardarono: No, uffa, proprio non avevano voglia di andare a letto adesso. Era meglio fare un disegno, una costruzione, un puzzle…Oppure vedere un po’ di tv…

Ma la mamma e il papà erano irremovibili… Ciancia cominciò a fare tante storie, Lello anche…Alla fine quando si decisero ad andare a letto erano le otto e trenta. Si addormentarono subito, perché anche se loro non lo sapevano erano davvero molto molto stanchi… E infatti dopo pochi minuti Ciancia e Lello russavano come due ghiri.

Il giorno dopo durante le lezioni, erano davvero in forma. Vispi e pronti come mai.

La sera, al momento di andare a letto, si ripeté di nuovo la stessa situazione: storie, lagne di ogni tipo, voglia di giocare, Ciancia che voleva vedere la Carica dei 101 e Lello che si era messo in testa di giocare con i mostri… insomma eravamo alle solite… ma anche in questa occasione la mamma e il papà non vollero assolutamente cedere. E quando furono le nove, dissero categoricamente “Tutti a letto, sono le nove!”.

Tutti a letto alle nove - Chiara Lico - Favola

I due bambini si guardarono disperati, ma non era come il primo giorno. Senza fare troppe storie salirono in camera e piano piano si spogliarono… Ciancia già sbadigliava mentre si infilava la maglietta del pigiama e Lello era talmente stanco che quasi non riusciva neanche a lavarsi i denti… Ma come mai erano così distrutti? Non lo sapevano neanche loro… Forse perché anche se erano stati dentro casa, avevano lavorato tanto… E sì, perché a ben pensarci era ben diverso da quando andavano si sedevano alla scrivania e accendevano il pc stanchi e assonnati… Da quando erano riposati facevano tutte i compiti che le maestre davano loro, stavano attenti a ogni singola parola e non perdevano neanche una spiegazione….Certo che così il loro cervello era molto più carico di informazioni e quindi più stanco…

Toccarono appena il cuscino e dopo un secondo già russavano tutti e due…

La mattina seguente, si svegliarono senza bisogno che nessuno li chiamasse. Fecero un’abbondante colazione e si vestirono da soli senza fare storie… In pochi minuti erano già pronti, lavati, vestiti e ordinati. E stavano sulla porta della stanza ad aspettare che la mamma e il papà li aiutassero a collegarsi alle lezioni online.
“Già pronti?”, i genitori erano increduli…
“Sì, sbrigatevi mamma e papà”, gridò Ciancia con un piede già dentro alla cameretta…

“Altrimenti faremo tardi e perderemo le lezioni!”, aggiunse Lello che non vedeva l’ora di cominciare…
Quando furono online, le maestre li accolsero con un grande abbraccio virtuale: “Ecco i nostri due bambini bellissimi”, dissero.
“E sveglissimi!”, aggiunsero i due fratellini ridendo a crepapelle!

Categoria: Favola

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