Un bigliettino, è già il terzo in due giorni. Li lascia in giro così, come se niente fosse. È troppo sbadata, non so come fare. Neanche le viene in mente che io potrei trovarli. Ieri ad esempio, ho risposto a una sua telefonata, era molto imbarazzato, me lo ricordo, e che vogliamo scherzare, chi non lo sarebbe al suo posto. Dico, rispondi tu al telefono, no, visto che aspetti una chiamata.

Dal canto mio, ho fatto quel che ho potuto, più di così che deve fare uno: voglio dire, ho mentito dicendo che aveva sbagliato numero e poi sono andato in bagno, in modo che poi fosse lei a poter rispondere…

Il problema è lei, mica nessun altro. Dico, non è che sia stanco di correre ai ripari, per carità, però pure lei che ci metta un briciolo di testa. Voglio dire, va bene tutto, ma non può mandare a puttane l’equilibrio che abbiamo faticosamente costruito.

Insomma, chi le dice niente che ha l’amante. Non è proprio nel mio stile. Né nei miei desideri. L’unica cosa, ecco, mi chiedo perché non sta attenta a non lasciare nessuna traccia. Dico perché rischiare di perdere tutto quello che abbiamo costruito in quasi vent’anni. Perché di questo si tratterebbe, alla fin fine. D’altronde non è che ci siano alternative: se un bel giorno la fa talmente grossa che è impossibile aiutarla, voglio dire, se la sorprendo dentro casa, come faccio a quel punto a far finta di niente?
Sarò costretto a reagire, a smascherarla e inevitabilmente tutto finirà col rovinarsi.

Perché alla fine mantenersi in equilibrio è più difficile che stare proprio bene bene bene, sa dottore. E noi, parlo anche a nome di mia moglie, un equilibrio l’abbiamo trovato. Un compromesso no. E infatti non lo voglio neppure.
Ma l’equilibrio sì, e quello è sacrosanto.

Le spiego, guardi qua, dottore. Questo l’ho trovato ieri: un numero di cellulare. Io lo so che è suo. Ecco, ora un altro al mio posto lo avrebbe composto e sarebbe andato a fondo. Io invece l’ho preso e l’ho tolto dalla circolazione ed evito di indagare. Ma so. E tanto basta.
Ecco, guardi pure. Non me lo sto inventando, lei lo sa. Guardi, guardi.

Ecco, ho finito. Volevo solo chiederle di dire a mia moglie, quando la vede, di stare più attenta.
Giusto un po’, quanto basta per evitare situazioni imbarazzanti.

Lo dico anche a lei, state più attenti. Tutti e due.

Categoria: Racconto Breve

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Precedente La famiglia Ritardella
Post Successivo Fotografia
Facebook
Questo sito utilizza cookies indispensabili per il suo funzionamento. Cliccando Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookies.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy