Con il rosario in mano e gli occhi bassi. Le mani giunte, in preghiera e via. Un passo dopo l’altro nel silenzio fermo della meditazione, del raccoglimento. Un milione di polacchi. In fila, uno dietro l’altro, sono sfilati dalle spiagge di Danzica ai boschi al confine con la Repubblica Ceca. In preghiera per la salvezza del mondo e della Polonia. E contro la secolarizzazione del Paese e l’islamizzazione dell’Europa.

Passa e se ne va questa notizia che mette i brividi e che impone una conta: milioni di persone radunate in nome della preghiera in oltre 320 chiese ai confini dello stato e in altre 4mila zone di culto. Obiettivo: ricondurre alle radici cristiane della cultura europea “Se vogliamo che l’Europa rimanga Europa”.

I sommersi e i salvati

Mezz’ora prima si veniva a sapere di una collisione tra una nave da guerra tunisina e una barca con settanta migranti a bordo. Subito si era parlato di soccorsi di competenza maltese, di una nuova rotta delle morti in mare. Parole. Intanto in mare restavano decine di morti.

Nazionalismi d'Europa - Primo Levi

Torno a pensare al “Rosario sulle frontiere”. Mi guardo intorno e cerco i confini. Primo Levi aveva avvertito: è successo e può succedere ancora.

Era il 1986, era “I sommersi e i salvati”. Sorrido amara perché niente oggi sembra più adatto di questo titolo macabro e attuale. Ci si interroga su chi deve soccorrere chi annega in cerca di salvezza e si osserva senza battere ciglio chi con la croce in mano prega per allontanare il diverso.

Ma si tira il fiato se il fratello di Hanachi, il killer che a Marsiglia ha ucciso le due ragazze alla stazione, viene fermato a Ferrara. “Perché non stava preparando un attentato in Italia”.

Che differenza corre tra un integralista cattolico e un integralista islamico, mi chiedo. Dopo la processione polacca, che cosa segna oggi la distanza dall’Isis.
Un aggettivo e la qualità delle armi. Forse.

Preghiera per la pace

Preghiera per la pace, è stata definita. E c’è da sorridere se non fosse che fa rabbrividire una tale definizione. Quanto è vicino l’orrore, penso, e non perché ce lo portino in casa gli altri. Non abbiamo bisogno che nessuno ci bussi, è questa la verità. Piuttosto, dobbiamo aprirla noi la porta per far entrare un po’ di aria fresca, che quella che si respira qui è davvero satura.

Qui. Noi. Mi fermo su queste due parole che dovrebbero avere il sapore dell’Europa e che invece sono solo suoni che sanno di denaro. Come quello che certi governanti sanno prendere a piene mani dicendosi europei, salvo poi ritrarsi dentro a confini protetti da fili spinati al momento dell’accoglienza.

Nazionalismi d’Europa, questo mi sembra di leggere tra i granelli di un rosario che spaccia il rifiuto per raccoglimento pacifico, in nome della preghiera: il più privato dei riti. Con la paura che avanza e che diventa prima terrore e poi orrore, silenziosa come la catena umana che in processione è sfilata dalle Preghiera e invocazioni per garantire la salvezza dei puri.Nazionalismi d'Europa - Birkenau

Va annusato adesso, questo vento che soffia in Europa perché tra un po’ rischia di essere tardi. Perché tanti indizi fanno una prova e ognuno ha il suo stile. Quindi se c’è l’Ungheria, con Orban e i suoi 175 km di muro spinato, non lontano c’è la Brexit e poi la Germania con il suo voto che segna un prima e un dopo.

E infine c’è il vento che soffia dalla penisola iberica, caldo, ammaliante. Ma pur sempre vento. Che invita a chiudersi e a alienarsi, da soli, contro tutti. Soprattutto contro i diversi e chi non ci piace.

La replica italiana

Perché dopo l’iniziativa polacca, anche l’Italia tenta la sua replica. La data è già indicata: il 13 ottobre, giorno in cui ricorre il centenario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima.

Quel giorno l’Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani chiede che ogni uomo e donna di buona volontà “crei gruppi di preghiera con la stessa intenzione dei fratelli polacchi: ‘Chiedere alla Madonna di salvare l’Italia e l’Europa dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana’”.

Parliamo, hanno detto i castigliani, gli unici di cui non è stata mai riportata la voce. Parliamo, sì.
Parliamone.

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Categoria: Attualità

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